Riferimenti normativi

Al di là di tutte le ragioni pedagogico-didattiche a supporto di questo modello di didattica, credo sia importante evidenziare che l’evoluzione della didattica per competenze sia stata accompagnata e supportata da un insieme di norme europee e nazionali che ne hanno legittimato e promosso l’utilizzo.

L’approccio per competenze è nato nei paesi anglosassoni ed ha raggiunto poi il mondo francofono. In Belgio la scuola di base e il primo grado della secondaria fanno ormai riferimento a nuclei di competenze (ministero dell’Educazione, 2001). In Francia nel luglio 2006, nel rispetto di quanto previsto dalla legge Fillon di riforma della scuola del 23 aprile 2005, è stato predisposto “lo zoccolo comune di conoscenze e competenze” per la scuola primaria e per il collège. Nel Quebec, l’approccio per competenze ha comportato una rifondazione completa dei programmi delle scuole ad indirizzo generale e professionale.

Nel dicembre 2006 il Parlamento e il Consiglio d’Europa hanno emanato una “Raccomandazione sulle competenze chiave per l’educazione e per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita” (2006/962/CE).

Le competenze chiave individuate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d’Europa investono i campi della conoscenza e delle capacità, ma anche del saper essere, e sono pensate nell’ottica di una formazione permanente del cittadino europeo. L’istruzione è un elemento determinante per assicurare che i cittadini europei acquisiscano le competenze chiave necessarie per adattarsi con flessibilità a questi cambiamenti.

Nel nostro paese il termine competenze non è nuovo, appare  ad esempio nel Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche (DPR 275/99) dove, nella definizione dei curricoli, si parla di  “obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni”, o ancora nella Circolare Ministeriale n. 84  del 10 novembre 2005 “Linee guida per la definizione e l’impiego del Portfolio delle competenze nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione”. Il recepimento della raccomandazione europea da parte del nostro Ministero della Pubblica Istruzione avviene nella Direttiva del 31/07/07  “Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione”  e le pone come riferimento normativo in appendice al testo sul “Nuovo obbligo di istruzione(Legge 27 Dicembre 2006 n. 296, art. 1 commi 622, 624, 632).

L’ultima versione del settembre 2012, emanata con il “Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (DM 254 del 16/11/2012)  non è altro che la stesura definitiva in linea con le indicazioni del 2007, con l’aggiunta di alcune integrazioni e miglioramenti:

  • in primo luogo sono accolte come parte integrante delle Indicazioni le otto competenze chiave europee per l’apprendimento permanente;
  • è prevista l’introduzione di un Profilo delle competenze dello studente al termine del primo ciclo;
  • sono assenti le  aree disciplinari predefinite, con la raccomandazione che siano le scuole a provvedere ad aggregazioni delle discipline in aree disciplinari nella predisposizione del curricolo d’istituto;
    • l’introduzione di un quadro finale di competenze che “è ragionevole attendersi” al termine della scuola dell’infanzia. Inoltre alcune modifiche a scopo migliorativo più che integrativo – sono state introdotte qui e là nei campi d’esperienza e nelle discipline.